Degrado urbano, offertoci o impostoci, espressione...
Il tema o il punto focale di questo cortometraggio, è
la possibilità di utilizzare il mezzo visivo per descrivere
un viaggio, che l’essere umano, in quanto arte, percorre
per fuoriuscire da un grembo opprimente, asfissiante e demotivante.
Questo moderno Don Chisciotte in lotta coi mulini a vento
del proprio background sia culturale che ambientale, mette
la sua figura/anima in tentativi di espressione generati dalla
sua immobilità e costrizione, ma allo stesso tempo
genera movimento, anche se flebile ed ectoplasmatico, esiste.
Come un fiore che spunta dalle macerie, si muoverà
creando, nel susseguirsi delle scene, eteree espressioni del
suo essere.
Pietro Cerquatti